Definizione di LE (2 lettere)
- 3 definizioni di parole per le
- 12 definizioni di parole per altro
- 14 definizioni LE
- 10 definizioni di cruciverba con soluzione per LE
articolo determinativo femminile plurale da usare solo con tutte le parole di genere femminile e di numero plurale. Implica che il sostantivo in questione sia stato precedentemente menzionato e/o sia un particolare appartenente alla categoria diverso da ogni altro
loro ''f'', esse (come complemento oggetto)
a lei, ad essa, ad ella (complemento di termine)
Definizione di altro12
differente, diverso
restante
ulteriore
scorso
prossimo
entrambi
un'altra persona o cosa
i restanti
uno ulteriore
alcuno
un'altra cosa
rafforza l'aggettivo personale o il pronome personale
Parole del dizionario per LE14
articolo determinativo femminile plurale, si premette a tutti i vocaboli femminili plurali; si unisce alle preposizioni a, con, da, di, in, su per formare le preposizioni articolate alle, dalle, delle, nelle, sulle; colle, frequente nel parlato, è evitata nello scritto; pelle è ormai in disuso; corrisponde al singolare la alla cui definizione si rimanda
nell'uso poetico o familiare si può elidere davanti a parole che iniziano per vocale (le donne, i cavallier, l'arme e gli amori) – (lungo l'amate rive) – (canto l'arme pietose) (Tasso); nell'uso moderno l'elisione è molto rara anche dinnanzi a un'altra e
premesso ai cognomi indica tutte le donne appartenenti a una stessa famiglia: (le Rossi – le Bianchi – le Russo)
davanti alla forma comparativa di un aggettivo femminile plurale, introduce il comparativo relativo (le più belle ragazze della scuola – le più stupide delle scuse)
si usa per indicare l'ora diversa dall'una: (sono le tre – le undici – le sei di sera – le ventuno)
(letterario) con valore temporale, anche distributivo (vegliaron nell'arme le gelide notti) (Manzoni)
(letterario) costruisce l'accusativo alla greca (sparsa le trecce morbide) (Manzoni)
forma atona di esse, loro, usata come complemento oggetto, in posizione proclitica o enclitica, riferita a più persone o cose di genere femminile (io certe cose non le concepisco – Elisa e Marina? non le vedo da tempo – le incontrai ieri – le aspetto da un momento all'altro – le ricordo benissimo – eccole qui le tue amiche! – valle a salutare subito – vedendole si spaventò – te le regalerò – quelle scarpe mi piacciono molto, penso che le comprerò – prendile – queste cose valle a dire a un altro – certe cose non le fare – osservandole, si notano molti difetti – io certe cose non le dico – certe volte non le capisco proprio le mie sorelle – le vorrei conoscere – le vacanze, scordatevele – belle le tue scarpe nuove: dove le hai comprate? – mangiale finché sono calde – te le restituirò al più presto – cerca di capirle – te le farò avere – cominciò a guardarle – le ho incontrate ieri – chiamale subito – gliele hanno prestate)
in espressioni ellittiche, con valore indeterminato (le spara grosse – andarsele a cercare – le ha provate tutte, non c'è più nulla da fare – pur di non studiare, le prova tutte – le inventa tutte – le sa tutte lui – guarda che te le prendi – le pensa tutte – non gliele mando certo a dire – se le va proprio a cercare)
(regionale) nell'uso toscano: come soggetto al posto di loro, in posizione proclitica, con valore generalmente pleonastico (le sono brave ragazze – le non son parole da dirsi, codeste – le sono sciocchezze – le sono andate via ora – le son ciance – le m'hanno promesso che le verranno stasera – monsignore dice che le son ciance) (Manzoni)
forma atona di ella, lei, usata in complementi indiretti, in posizione proclitica o enclitica, riferita a persone o cose di genere femminile; nella lingua parlata e familiare può accompagnare e rafforzare la sequenza a lei che pure ha lo stesso significato, ma è sconsigliabile nella lingua scritta (Anna? le ho telefonato ieri – le scrivo oggi stesso – le scrissi io di venire – dicendole così, uscì – non posso dirle niente – a lei non le hanno detto niente – è inciampato correndole incontro – le si presentano sempre buone occasioni – a lei le piace viaggiare – spiegale tutto – telefonale – portale questo libro – le se n'è staccato uno – la lettera è sul tavolo, se vuoi puoi darle un'occhiata – ho finito la relazione, quando puoi dalle un'occhiata – le parlerò – le dò un libro – le hanno suggerito di informarsi per tempo – aprì il pacco ed eccole il regalo che aspettava – a Silvia glielo dico io – ho compassione di questa casa: la maledizione le sta sopra sospesa) (Manzoni)
forma atona di ella, lei, pronome di cortesia, con valore di complemento di termine, riferito a persona di riguardo anche di sesso maschile; nella lingua scritta, negli usi formali, è spesso con iniziale maiuscola (ve le restituisco – le dispiace se fumo? – parlale chiaramente – dicendole tutto, mi sono alleggerito la coscienza – le scriverò, stia tranquillo – se l'è prese – quella gonna è lunga, falle l'orlo – le ho parlato stamattina – posso chiederle una cosa? – chiedile di venire subito – Le porgo i miei migliori saluti – signor Rossi, le spiegherò i particolari durante il nostro incontro – le ho detto tutto – desidero, signore, esprimerle i miei più vivi ringraziamenti – con l'occasione Le invio i miei più cordiali auguri – eccole il resto, signore – le chiedo la cortesia di ascoltarmi – Le invierò, signora, ulteriori notizie)
(letterario) nell'uso antico talvolta ha valore di a loro, a esse, come complemento di termine con persone o cose (non avevano trovato nessuno, nemmeno un ragazzo che le offrisse il caffè)
nelle targhe automobilistiche e negli usi burocratici: Lecce