Definizione di le 3
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articolo determinativo femminile plurale da usare solo con tutte le parole di genere femminile e di numero plurale. Implica che il sostantivo in questione sia stato precedentemente menzionato e/o sia un particolare appartenente alla categoria diverso da ogni altro -
loro ''f'', esse (come complemento oggetto) -
a lei, ad essa, ad ella (complemento di termine)
Definizione di altro 12
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differente, diverso -
restante -
ulteriore -
scorso -
prossimo -
entrambi -
un'altra persona o cosa -
i restanti -
uno ulteriore -
alcuno -
un'altra cosa -
rafforza l'aggettivo personale o il pronome personale
Parole del dizionario per le 14 :
- articolo determinativo femminile plurale, si premette a tutti i vocaboli femminili plurali; si unisce alle preposizioni a, con, da, di, in, su per formare le preposizioni articolate alle, dalle, delle, nelle, sulle; colle, frequente nel parlato, è evitata nello scritto; pelle è ormai in disuso; corrisponde al singolare la alla cui definizione si rimanda
- nell'uso poetico o familiare si può elidere davanti a parole che iniziano per vocale (le donne, i cavallier, l'arme e gli amori) – (lungo l'amate rive) – (canto l'arme pietose) (Tasso); nell'uso moderno l'elisione è molto rara anche dinnanzi a un'altra e
- premesso ai cognomi indica tutte le donne appartenenti a una stessa famiglia: (le Rossi – le Bianchi – le Russo)
- davanti alla forma comparativa di un aggettivo femminile plurale, introduce il comparativo relativo (le più belle ragazze della scuola – le più stupide delle scuse)
- si usa per indicare l'ora diversa dall'una: (sono le tre – le undici – le sei di sera – le ventuno)
- (letterario) con valore temporale, anche distributivo (vegliaron nell'arme le gelide notti) (Manzoni)
- (letterario) costruisce l'accusativo alla greca (sparsa le trecce morbide) (Manzoni)
- forma atona di esse, loro, usata come complemento oggetto, in posizione proclitica o enclitica, riferita a più persone o cose di genere femminile (io certe cose non le concepisco – Elisa e Marina? non le vedo da tempo – le incontrai ieri – le aspetto da un momento all'altro – le ricordo benissimo – eccole qui le tue amiche! – valle a salutare subito – vedendole si spaventò – te le regalerò – quelle scarpe mi piacciono molto, penso che le comprerò – prendile – queste cose valle a dire a un altro – certe cose non le fare – osservandole, si notano molti difetti – io certe cose non le dico – certe volte non le capisco proprio le mie sorelle – le vorrei conoscere – le vacanze, scordatevele – belle le tue scarpe nuove: dove le hai comprate? – mangiale finché sono calde – te le restituirò al più presto – cerca di capirle – te le farò avere – cominciò a guardarle – le ho incontrate ieri – chiamale subito – gliele hanno prestate)
- in espressioni ellittiche, con valore indeterminato (le spara grosse – andarsele a cercare – le ha provate tutte, non c'è più nulla da fare – pur di non studiare, le prova tutte – le inventa tutte – le sa tutte lui – guarda che te le prendi – le pensa tutte – non gliele mando certo a dire – se le va proprio a cercare)
- (regionale) nell'uso toscano: come soggetto al posto di loro, in posizione proclitica, con valore generalmente pleonastico (le sono brave ragazze – le non son parole da dirsi, codeste – le sono sciocchezze – le sono andate via ora – le son ciance – le m'hanno promesso che le verranno stasera – monsignore dice che le son ciance) (Manzoni)
- forma atona di ella, lei, usata in complementi indiretti, in posizione proclitica o enclitica, riferita a persone o cose di genere femminile; nella lingua parlata e familiare può accompagnare e rafforzare la sequenza a lei che pure ha lo stesso significato, ma è sconsigliabile nella lingua scritta (Anna? le ho telefonato ieri – le scrivo oggi stesso – le scrissi io di venire – dicendole così, uscì – non posso dirle niente – a lei non le hanno detto niente – è inciampato correndole incontro – le si presentano sempre buone occasioni – a lei le piace viaggiare – spiegale tutto – telefonale – portale questo libro – le se n'è staccato uno – la lettera è sul tavolo, se vuoi puoi darle un'occhiata – ho finito la relazione, quando puoi dalle un'occhiata – le parlerò – le dò un libro – le hanno suggerito di informarsi per tempo – aprì il pacco ed eccole il regalo che aspettava – a Silvia glielo dico io – ho compassione di questa casa: la maledizione le sta sopra sospesa) (Manzoni)
- forma atona di ella, lei, pronome di cortesia, con valore di complemento di termine, riferito a persona di riguardo anche di sesso maschile; nella lingua scritta, negli usi formali, è spesso con iniziale maiuscola (ve le restituisco – le dispiace se fumo? – parlale chiaramente – dicendole tutto, mi sono alleggerito la coscienza – le scriverò, stia tranquillo – se l'è prese – quella gonna è lunga, falle l'orlo – le ho parlato stamattina – posso chiederle una cosa? – chiedile di venire subito – Le porgo i miei migliori saluti – signor Rossi, le spiegherò i particolari durante il nostro incontro – le ho detto tutto – desidero, signore, esprimerle i miei più vivi ringraziamenti – con l'occasione Le invio i miei più cordiali auguri – eccole il resto, signore – le chiedo la cortesia di ascoltarmi – Le invierò, signora, ulteriori notizie)
- (letterario) nell'uso antico talvolta ha valore di a loro, a esse, come complemento di termine con persone o cose (non avevano trovato nessuno, nemmeno un ragazzo che le offrisse il caffè)
- nelle targhe automobilistiche e negli usi burocratici: Lecce
Le definizioni della parola LE 10
- ANDATA E RITORNO
- PROVINCIA DEL SALENTO
- L'ELKANN PIU ESTROSO INIZ
- LA CAPITALE DEL SALENTO
- UN PO LENTO
- LINDA TOPMODEL
- IN FONDO AL VIALE
- IL LIMITE DEGLI ESTREMI
- ARTICOLO PER RAGAZZE
- ARTICOLO FEMMINILE PLURALE