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CHE - che

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CHE - che

2 Sinonimi - IN 6 LETTERE :

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CHE - che

1 Sinonimo - IN 7 LETTERE :

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CHE - che

3 Sinonimi - IN 8 LETTERE :

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IN QUANTO (8)
Definizione di che 13
  • '''interrogativo''': quale
  • '''esclamativo''': quale
  • introduce una frase che specifica l'oggetto
  • introduce una frase che specifica una causa
  • introduce una frase che specifica un fine
  • introduce una frase che specifica una conseguenza
  • introduce una frase che specifica quando è successa/succede/succederà l'azione
  • esprime un paragone
  • sostituisce sia davanti al secondo elemento di una congiunzione
  • '''relativo''': mette in relazione due frasi, sostituendo un nome che lo precede
  • '''interrogativo''': esprime una domanda
  • '''esclamativo''': esprime una esclamazione
  • '''indefinito''': qualcosa
Parole del dizionario per ché 29 :
  • il quale, la quale, i quali, le quali, può essere riferito a persona o cosa appena nominata, detta antecedente; e svolge la funzione di soggetto o di complemento oggetto della frase relativa che apre; si può elidere davanti a parola che comincia con vocale (la pioggia che cade – lo trovai in camera sua che piangeva – cerco una persona che sappia il cinese – è con lui che devi parlare – l'uomo che ama – un sogno che mi ha turbato – Carlo è di là che riposa – il libro che ho letto – papà è di là che legge – è quello che ha detto – il libro che è sul tavolo è mio – è Piero che ha telefonato – cerco qualcuno che mi aiuti – ridammi il libro che ti ho prestato – la ragazza che lavora qui sotto – i ragazzi che ho appena veduto – non dire cose che non sai – è la tua condotta che mi irrita – osservo le persone che passano – Gianni è in ufficio che lavora – è lo stesso abito che avevo l'anno scorso – le notizie che mi racconti – non divulgare la notizia che ti ho dato)
  • in cui, di cui, cui, a cui, con cui, con funzione di complemento indiretto e con valore locativo o temporale, in usi più liberi variamente accettati nella norma attuale, con o senza la preposizione che l'accompagna; si può elidere davanti a parola che comincia con vocale (la città da cui provengo – è una persona che le debbo riconoscenza – l'estate che partii – la notte che morì – la sera che ci incontrammo – le stoffe con che si foderano le poltrone – le persone a cui pensavo – l'amico di cui ti ho parlato – il giorno che l'incontrai – il bricco che ci si bolle il latte – non passa giorno che non lo veda – conosco le condizioni in che si trova – l'anno che ci siamo incontrati – il giorno che feci ritorno – l'amico che gli ho scritto non mi ha risposto – ci sono alcuni fiori che non posso sentirne il profumo – il libro di cui ti parlo – il fine a cui tendi – paese che vai, usanza che trovi – l'anno che scoppiò la guerra – questa è l'amica che ti dicevo – la carta con che si fanno i giornali – dal primo istante che l'ho vista non l'ho più dimenticata – era il giorno ch'al sol si scoloraro / per la pietà del suo fattore i rai) – (son un di quei che 'l pianger giova) – (i rai di che son pie le stelle) – (questo è il diavolo di che io t'ho parlato) – (quel gran seggio a che tu li occhi tieni) – (de le foglie / che la materia e tu mi farai degno) – (vedrai li antichi spiriti dolenti, / ch'a la seconda morte ciascun grida) – (benedette / l'antiche età, che a morte / per la patria correan le genti a squadre) (Leopardi) – (non si fanno carico de' travagli in che mettono un povero galantuomo) (Manzoni) – (tutti coloro che gli pizzicavan le mani di fare qualche bella impresa, correvan là…) (Manzoni)
  • la qual cosa, la cosa che, ciò che, alla qual cosa, della qual cosa, con valore neutro, preceduto da articolo o preposizione, spesso riferito a tutta la proposizione precedente; si può elidere davanti a parola che comincia con vocale (non è venuto all'appuntamento, il che mi fa arrabbiare – bisogna agire con decisione: senza di che tutto sarebbe inutile – non risponde nessuno, il che mi preoccupa – ti ho detto tutto, col che ritengo chiuso il discorso – rispondo alla vostra lettera con molto ritardo, del che ti chiedo scusa – non ho accettato l'invito, del che ora mi pento – non c'è che dire, senza dubbio – ho provato a farlo ragionare, il che è stato inutile – raccontò una barzelletta, al che tutti risero – debbo ancora rifinire il lavoro, dopo di che avrò finito – ho perso un buon affare, di che ora mi pento – non si è più fatto vedere, dal che ho dedotto che non era interessato – vieni di persona, che è la cosa migliore – si è presentato all'esame mal preparato, il che è stato un errore – disse di non saperne nulla, al che mi misi a ridere – grazie per il regalo! non c'è di che! – tenterò di insistere, che è del tutto inutile – è venuto a trovarmi, dal che deduco che abbia bisogno – per lavoro viaggio molto, al che non so abituarmi – hai vinto il concorso, del che sono contento – prenota il posto, dopo di che sarai tranquillo – dopo di che me ne andrò – rimango ancora cinque minuti, dopo di che me ne vado – ti sei messo a studiare, il che era ora – da quel gentiluomo che è, non ha chiesto nulla – io veggio ben come le vostre penne / di retro al dittator sen vanno strette, / che de le nostre certo non avvenne) – (noi abbiamo bellissime e varie coniugazioni distinte, al paro de' Latini, nella pronunzia, il che certo non si distingue ne' Francesi)
  • quale cosa, usato in proposizioni interrogative dirette e indirette, con valore neutro, spesso seguito da cosa; spesso solo con valore rafforzativo della domanda (che fai? – che ne dici? – che stai dicendo? – che crede che io non sappia stare al mondo? – che? vuoi già uscire? – che cosa hai fatto? – che cosa vuoi? – e che? hai paura? – che è successo? – di che si preoccupa? – che (cosa) è stato? – ma che? pensi di non pagare? – che ne sarà di loro? – a che serve recriminare? – che, avresti paura? – a che pensi? – che? hai voglia di scherzare? – che mi hai detto? – che sai di noi? – che è questo rumore? – crede proprio che non possa farne a meno? – di che ti preoccupi? – e che? vorresti andartene? – che fare? – di che ti lamenti? – e che, devo pensarci io? – che ti succede? – che mi venite a rompere il capo con queste fandonie?) (Manzoni)
  • quale cosa! con valore di interiezione, per esprimere, meraviglia, stupore, riprovazione (che sento! – che mi tocca vedere! – che dici! – che vedo! – non capisco di che ti lamenti! – che mi tocca sentir dire! – che mi doveva capitare! – che mi dici! – non so che fare! – ma che hai combinato! – ma che dite! – che! non pensarci neppure – cosa credi di fare!)
  • indica qualcosa di impreciso, di indeterminato, specialmente seguito da aggettivo (c'era nel suo sguardo un che di affascinante – un certo non so che – nel suo atteggiamento c'è un che di beffardo – c'è un non so che di strano in questo – c'è un che in lui che non mi garba – vi è nel suo aspetto un certo che di losco)
  • in frasi interrogative dirette e indirette, quale, quali (che volo prendi? – che uomo è? – che camicia devo mettere? – che libro leggi? – che combini? – che camicia devo mettere? – che ora è? – che vai cercando? – che scuola frequenti? – che tipo è? – che vuole quel tipo? – che lavoro fai? – che giorno è oggi – che progetti hai? – a che ora ci vediamo? – che idea ti sei fatto? – a che ora ti trovo? – e che gent'è, che par nel duol sì vinta?)
  • seguito da sostantivo o aggettivo, equivale a quale, quali, come (che ragazzo simpatico! – guarda in che bel pasticcio mi trovo! – che mal di testa che ho! – che sento! – che gentili! – in che stato ti sei ridotto! – che bellezza! – che tardi! – che birbone! – che stupido, Luigi! – che ci doveva capitare! – che bellezza! – che uomo buono! – che disordine qua dentro! – che simpatico! – che strane idee! – che splendido panorama! – che matto! – ma che! – che bello! – che cielo limpido! – che notte stellata! – che idee! – che magnifico sole! – che bella giornata! – che meraviglia queste tende! – ma guarda che tipo! – che noia! – che bella idea! – che bei bambini! – che diavolo di ragazza! – che barba! – che gran disgrazia! – che stupido! – che gente! – o che lieve è inganar chi s'assecura!) ; più raramente segue il sostantivo o l'aggettivo (stupido che non sei altro! – distratto che sei! – pazzo che sei! – belli che sono questi fiori! – sciocchino che sei!)
  • è la congiunzione subordinante di più largo impiego; in alcuni casi non si distingue dal pronome relativo che; introduce frasi dipendenti esplicite, forma espressioni comparative e correlative, entra in locuzioni congiunzionali e in congiunzioni composte; nello scritto può subire o no l'elisione davanti a vocale, ma nella pronunzia l'elisione si fa frequentemente, specialmente davanti a una e
  • introduce proposizioni completive oggettive, soggettive e dichiarative, con il verbo all'indicativo, al congiuntivo o al condizionale (ho sentito dire che ti sei sposato – spero che tu venga – ripeto che la colpa non è mia – mi sembra giusto che tu faccia così – credo che Gianni mi darebbe ragione – immagino che tu conosca già i fatti – so che accetterai – ti garantisco che non è vero – dico solo questo: che hai fatto proprio bene – una cosa è certa: che ritornerà – dico che hai ragione è inutile che io venga fin qui – sapevo che ce l'avresti fatta – il fatto è che non posso pagare – credo che l'influenza fosse solo una scusa – gli disse che parlava troppo – dubito che Luigi arrivi in tempo – bisogna che vada – penso che dovrebbe parlare con te – credo che tu abbia capito – è inutile che tu chiami l'ufficio – è che il tempo non basta mai – è possibile che io ritardi – mi sembra che tu corra troppo – si dice che sia partito – sembra che stia piovendo – bisognava che tu lo ascoltassi – spero che tornerai – sarebbe ora che ti decidessi); quando il verbo è al congiuntivo il che può essere omesso (temo non venga – suppongo sia partito – preferivo venisse lui stesso – temo sia malato – sembra sia malato – speriamo non sia in ritardo)
  • introduce proposizioni causali con il verbo all'indicativo o al congiuntivo (togliti il golf che fa caldo – sono contento che abbiamo vinto – copriti, che fa freddo – mangia, che si raffredda – spicciati, che fai tardi – sono felice che tu sia venuto – sono contento che avete fatto la pace – mi rallegro che tu sia stato promosso – ti ringrazio che sei venuto)
  • introduce proposizioni consecutive con il verbo all'indicativo o al congiuntivo, spesso in correlazione con tanto, così, tale, talmente e simili (canta che pare un usignolo – era tanto spaventato che non capiva più nulla – non c'è medicina che possa guarirlo – era tanto commosso che appena balbettava – è stato così silenzioso che non l'ho sentito – cos'è successo che non ti si vede più da queste parti? – voglia il cielo che smetta di piovere – è bianco che pare un cencio – gli ho parlato chiaramente in modo che capisca – ero così stanco che mi accasciai sul divano – c'era un'afa, che non si respirava – ero tanto turbato che non capivo nulla – era tanto preso dalle sue cose che non mi ha notato – che ha che piange? – è così fuori di sé che temo possa fare una pazzia – parla forte che ti senta – cammina che pare un ubriaco – continuò a bere al punto che si ubriacò – avevo così paura che non riuscivo a dire una parola – ho fatto in modo che non si accorgesse di nulla – è un tale mascalzone che non ci si può fare affidamento – copriti che tu non ti prenda un malanno)
  • introduce una proposizione finale con il verbo al congiuntivo (insisteva che andassi da lui – guarda che non faccia errori – stavamo attenti che non si facesse male – bada che il bambino sia ben coperto – nutrilo, che ingrassi un po' – fatelo entrare che si riscaldi – fa' che tutto proceda bene – procura che tutto sia in ordine – abbi cura che tutto sia pronto – fatelo sedere che si riposi)
  • introduce proposizioni temporali con il verbo all'indicativo, con il valore di quando, da quando, spesso associato a una volta, ogni volta o ad avverbi temporali oggi, domani, ieri, ora, dopo, prima (vado a lavorare che ancora non è chiaro – ogni volta che l'incontro mi saluta educatamente – oggi che tutti vogliono la macchina – arrivò che era estate – devi farlo, prima che sia troppo tardi – una volta che sarai arrivato, telefona – sono tornato che non erano ancora le sei – è un'ora che ti aspetto – dal giorno che l'ho visto la prima volta non l'ho più lasciato – aspettiamo che smetta di piovere – ero appena uscito, che lo incontrai – saranno due anni che lo vedo – ogni volta che vieni, porti il sole – saranno due mesi che non lo vedo – arrivai che era troppo presto – sono mesi che non mi scrive – prima che tu venga io avrò finito il tuo lavoro – lo incontrai che erano le tre – saranno anni che non lo vedo – ero appena rientrata in casa, che iniziò a piovere – dopo che hai colato la pasta servi in tavola – una volta che sei arrivato, riposati); è di uso letterario la costruzione con il che posposto a un participio passato e prima dell'ausiliare (visto che l'ebbe, lo salutò – finita che ebbe la cena, uscì – finito che ebbe di mangiare, si accese un bel sigaro – passata che fu la tempesta – saputo che l'ebbe – giunto che fu, si sedette ad aspettare – mangiato che ho, ritorno nell'osteria) (Machiavelli) – (finito che ebbe di leggere, stette lì alquanto a pensare) (Manzoni)
  • introduce proposizioni condizionali con il verbo al congiuntivo nelle locuzioni ammesso che, posto che, a patto che, nel caso che, nell'eventualità che, a condizione che e simili (posto che accetti, lo assumerò – potrai uscire a condizione che tu finisca i compiti – nel caso che piova mangeremo al coperto – andrai al concerto a patto che pulisca la tua camera – ti invito a stare qualche giorno da me, ammesso che tu lo desideri – glielo darò a patto che se lo meriti)
  • introduce proposizioni eccettuative, con il verbo all'infinito, dopo una frase reggente negativa in correlazione con altro, altri, altrimenti, per lo più sottintesi (non c'è (altri) che lui – non c'è (altro) che lui per lavori di questo genere – non ho potuto (altro) che obbedire! – non desidera vedere (altri) che suo figlio – non sa fare (altro) che piangere – pare che non ci (altro) sia che lui – non resta (altro) che rassegnarsi – non desidero (altro) che accontentarti – non fa (altro) che dire sciocchezze – altro che! – non c'è (altri) che lui – non sa agire (altrimenti) che così – non riesce a comportarsi (altrimenti) che così – non pensa (altro) che a sé – non ci mancava (altro) che questa – non fa (altro) che parlare – per risolvere problemi di questo genere non c'è (altro) che lui – nient'altro che questo)
  • introduce proposizioni subordinate eccettuative con il verbo al congiuntivo con le locuzioni congiuntive eccetto che, tranne che, salvo che, a meno che, o con il verbo all'infinito con la locuzione congiuntiva se non che (lo chiederei a chiunque tranne che a lui – non farei nulla senza che tu mi dia il permesso – farei di tutto con lui, tranne che contraddirlo – verrei stasera a meno che tu abbia altri programmi – arriverò giovedì, a meno che sia trattenuto dal lavoro – arriverò in tempo, salvo che (non) ci siano scioperi – verrò a trovarti, a meno che tu non sia già andato via – sembrava morto se non che ogni tanto russava – sarebbe anche bravo, se non che ha la testa nelle nuvole – non dirò nulla che tu non approvi)
  • introduce proposizioni limitative con il verbo al congiuntivo, con il valore di per quanto (che io sappia, non è passato di qui – che io sappia non è successo niente – non ha telefonato nessuno, che io sappia – non c'è più nessuno, ch'io sappia – che io sappia, è partito – che si sappia, tutto dovrebbe filare liscio – non è venuto, ch'io sappia – non ti rivedrò, ch'io creda, / un'altra volta) (Leopardi)
  • introduce proposizioni imperative, ottative o concessive con il verbo al congiuntivo; anche con l'ellissi di uno dei verbo reggente e anche con l'omissione del che stesso (che non si faccia più vedere! – che sia benedetto! – che finisca in fretta! – (che) Dio ti benedica! – che il cielo ce la mandi buona! – che entrino! – (che) nessuno entri! – che finisca presto questa storia! – che gli venga un accidente! – che passi! – (che) provi pure se vuole! – (che) parta pure!)
  • nelle comparazioni il che equivale al di, ma è obbligatorio per introdurre il secondo termine di paragone tra due aggettivi, due participi, due infiniti, due sostantivi senza articolo, due pronomi preceduti da preposizione e per introdurre proposizioni comparative esplicite con il verbo al congiuntivo, al condizionale, o all'indicativo o implicite con il verbo all'infinito (mi sembri più stanco che preoccupato – è più astuto che intelligente – Torino è meno antica che Atene – sono più riposato oggi che ieri – è andata meglio che non credessi – abito meno volentieri in città che in campagna – studia più che mai – hai più fortuna che giudizio – tutto è finito più presto che non sperassi – tu sei più intelligente che studioso – hai avuto più fortuna che merito – corre più veloce che il vento – l'esame è andato meglio che non sperassi – è più difficile fare che dire – è finita meglio che non aspettassi – vado più volentieri in montagna che al mare – tiene più alla sostanza che alla forma – è più lodato che amato – è più gentile con te che con me – la sera preferisco leggere piuttosto che uscire – cammina più adagio che una lumaca – dicevo più per scherzare che per offendere – faccio più velocemente che posso – starai meglio con lui che con noi – è più alta che bella – far male un lavoro è lo stesso che non farlo – è un'occasione più unica che rara – è più furbo che intelligente – starai meglio là che qua – preferisce leggere che uscire – preferisco telefonare che scrivere); in correlazione con tanto, introduce il secondo termine del comparativo di uguaglianza (la cosa interessa tanto me che voi – la cosa riguarda tanto me che voi – vale tanto questo che quello – sono buoni tanto l'uno che l'altro – mi piace tanto la pizza che la farinata)
  • ha funzione coordinativa nelle espressioni correlative sia che… sia che…, o che… o che…; anche impropriamente in luogo dell'espressione correlativa sia… sia… (sia che tu voglia sia che tu non voglia – sia che tu lo voglia, sia che tu non lo voglia – sia che ti piaccia sia che non ti piaccia – che piova o che ci sia il sole – sia l'uno che l'altro – che tu voglia o che tu non voglia – o che piova o che non piova – sia grandi che piccini – che lui venga o non venga non importa – che piova o che nevichi – sia che tu parta, sia che tu resti – o che solenne come un monumento / tu guardi i campi liberi e fecondi, / o che al giogo inchinandoti…)
  • con valori diversi, entra nella formazione di numerose congiunzioni composte, di cui si danno qui solo alcuni esempi e si rimanda al relativo lemma (affinché – benché – cosicché – perché – poiché – allorché – anziché – purché – ancorché – finché – acché – giacché – sicché)
  • con valori diversi, forma numerose locuzioni congiunzionali per la cui comprensione si rimanda alla sezione delle locuzioni più sotto (sempre che – in quanto che – nonostante che – in modo che – prima che – dopo che – a meno che – via via che – quasi che – tanto più che – dato che – visto che – considerato che – posto che – essendo che – quando che – mentre che – dove che – siccome che – a patto che – con questo che – a tal punto che – appena che – atteso che – secondo che – tranne che – ogni volta che – ammesso che – nel caso che – malgrado che – senza che – tranne che – salvo che – al punto che – a tal punto che – a tal segno che)
  • introduce proposizioni dubitative o esclamative, o interrogazioni retoriche con il verbo al congiuntivo (che sia lui? – che la carne costi così cara! – che si debbano ancora sentire certe cose! – che siano già partiti tutti? – forse che potevano saperlo? – cha abbiano già chiuso?)
  • in espressioni con valore quasi superlativo (sono più felice che mai – è più che evidente – è più gentile che mai – sono più che sicuro – sono più che certo – sono più certo che mai – è più bella che mai – è più che naturale – è più che facile – è più sicuro che mai)
  • in espressioni concessive (per rovinato che sia, questo maglione si può ancora usare – per brutto che sia, questo va ancora bene)
  • nella locuzione il che e il come e in alcune sue varianti; a volte si usa in espressioni di indeterminatezza, spesso seguito da un'espressione specificante (c'è un che di strano nell'aria)
  • si tratta del pronome interrogativo-esclamativo che, usato come esclamazione di meraviglia, disappunto, ironia, biasimo, riprovazione, Per lo più sottolinea o condensa una energica negazione, anche ripetuto per maggior efficacia (che! neanche per sogno! – che! non è possibile! – che, che! ti pare? – che! non ne voglio più sapere)
  • (raro) forma accorciata per aferesi di perché (interrogativo o causale), con tono particolarmente vibrato; con il verbo all'indicativo introduce proposizioni interrogative (ché non parli? – ché non rispondi? – ché non mangi? – padre mio, ché non m'aiuti?) o causali (ascoltami, che non ripeto – vestiti bene ché fa freddo – avvicinati ché voglio sentire bene – dammi quel libro ché voglio leggerlo – fammi, ché puoi, della tua grazia degno) e con il verbo al congiuntivo introduce proposizioni finali (stai attento, ché non abbia a farti male – te lo dico, ché non si debba ripetere)

Le definizioni della parola CHE 10
  • PRONOME O CONGIUNZIONE
  • CONGIUNZIONE
  • NOTISSIMA SPIAGGIA CUBANA
  • UN PRONOME INTERROGATIVO
  • IL QUALE
  • UN PRONOME
  • SOPRANNOME DI GUEVARA
  • UN PROTAGONISTA DELLA RIVOLTA A CUBA
  • NOMIGNOLO DI GUEVARA
  • IL GUEVARA FRA GLI ESPONENTI DELLA RIVOLUZIONE CUBANA