(abbigliamento) specialmente al plurale: originariamente, indumento maschile costituito da calzoni corti e stretti indossato anticamente dalle popolazioni barbare, specialmente dai Galli, in seguito però adottato largamente e da cui, nel secolo XVI, ebbero origine le mutande; sopravvive nell'uso regionale o scherzoso come sinonimo di pantaloni o, più raramente, di mutande (calare le brache – infilarsi le brache – togliersi le brache – portare le brache)
(popolare) (specialmente al plurale) pantaloni; mutande, specialmente lunghe (farsi cascare le brache – portare le brache – restare in brache di tela – calare le brache – una braca di tela – gli cascano le brache – dà di piglio alle brache, che teneva sul letto) (Manzoni)
(raro) (popolare) ciascuna delle due gambe che costituiscono i pantaloni o le mutande lunghe da uomo
(arcaico) pezza di tela usata come pannolino per bambini oggi non più usata
(marineria) sistema di cavi o catene a cui si agganciano i paranchi delle gru di bordo
(equitazione) parte del finimento dei cavalli da tiro che dalla groppa scende sulle cosce
(tecnologia) ogni robusto cavo che serve a sollevare corpi particolarmente pesanti (sollevare un cannone con la braca)
(caccia) legaccio che serve a trattenere gli uccelli da richiamo, consentendo loro tuttavia di svolazzare
(zootecnia) legaccio con cui si imbracano polli e uccelli
(legatoria) striscia di carta trasparente che si incolla per rinforzare una pagina strappata
(legatoria) striscia di carta o tela che unisce un inserto a un libro, o si rende più salda la piegatura di un foglio; lo stesso che brachetta
(regionale) (specialmente al plurale) nell'uso toscano: pettegolezzo, chiacchiera, ciarla sul conto altrui